Bologna è tra le 27 città italiane — capoluoghi di regione e comuni sopra 200.000 abitanti — per le quali il Ministero della Salute pubblica ogni giorno un bollettino di allerta ondate di calore. Il livello che vedi nella pagina pubblica di Bologna è quello ministeriale: non lo stimiamo noi.
Le soglie del bollettino sono calibrate sulla mortalità storica di ciascuna città: vent'anni di dati epidemiologici che collegano temperatura, ricoveri e decessi. È la differenza che fa di questo un bollettino sanitario, non una lettura statistica del meteo.
Il bollettino esce dal lunedì al venerdì dalle ore 11, per tre orizzonti: il giorno stesso, domani e dopodomani. Il bollettino di venerdì copre il weekend con gli orizzonti a 48 e 72 ore. È pubblicato da maggio a settembre (nel 2026 la finestra dichiarata dal Ministero è dal 25 maggio al 20 settembre; le date esatte cambiano ogni anno).
Il bollettino non esce tutti i giorni: solo dal lunedì al venerdì, e solo nella stagione di pubblicazione. Nei giorni scoperti — una mancata pubblicazione, i mesi fuori stagione — Bologna resterebbe senza livello. Per questo il sistema ripiega sulla stima statistica, la stessa che usa per i comuni fuori dalle 27 città.
Quando succede, il badge lo dice: da «bollettino del Ministero» diventa «livello stimato · non ufficiale». La fonte non cambia mai in silenzio.
Il file sorgente è pubblicato in formato aperto dal collettivo civico onData su GitHub. Il nostro cron lo scarica e lo legge ogni giorno.
Il metodo di stima, usato dove il bollettino non arriva, è documentato in /parma/metodo.
Un'architettura che sa dove fermarsi è più credibile di una che mette l'LLM ovunque. In Bologna l'intelligenza artificiale interviene in tre punti: due sulla pagina pubblica, uno sulla dashboard del coordinatore. Tutti e tre con fallback silenzioso — se il modello non risponde, il blocco semplicemente sparisce e il resto della pagina resta.
it_IT-paola-medium), modello neurale che gira sul server della stessa istanza: nessun testo viene inviato a servizi esterni per essere letto. È un modello, ma locale — e la differenza è il punto.Clic su un pallino: nome, tipo, orari se noti. Dove gli orari non sono nel dato è scritto “verifica gli orari” — meglio che presumere un'apertura che non c'è.
Ogni testo generato porta accanto la dichiarazione «Testo generato con il supporto di intelligenza artificiale», sotto il testo stesso. È una scelta coerente con l'art. 50 dell'AI Act (Regolamento UE 2024/1689): i testi generati che informano il pubblico su questioni di interesse pubblico devono essere dichiarati in modo chiaro e contestuale, non nascosto in una pagina legale. L'etichetta compare accanto al testo perché è lì che il cittadino la incontra.